domingo, 29 de agosto de 2010

COMUNICADOSPARA LOS TRABAJADORES DE UPS MUNDO

AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI DELL’UPS DI TUTTO IL MONDO:

Mentre l’Ups realizza profitti multimilionari, licenzia i lavoratori dell’Ups – Vallecas.

REINTEGRO DEI LICENZIATI!

Cari compagni e compagne,

Vogliamo in primo luogo, informarvi che lo scorso 30 luglio l’Ups ha cominciato a licenziare i lavoratori e le lavoratrici di Vallecas (Madrid) : finora sono 18 i compagni e le compagne licenziati.

Durante gli ultimi 2 anni l’impresa ha presentato 3 Richieste di Riduzione dei posti di lavoro (expedientes de regulacion de Empleo-Ere, procedimento ufficiale per chiedere all’amministrazione l’estinzione dei contratti di lavoro) al fine di licenziare la maggioranza dei lavoratori dell’Ups Vallecas e modificare le condizioni di lavoro ed economiche dei restanti, fino a porre nel nulla il contratto collettivo che abbiamo firmato.

Dopo una forte lotta, i due primi Ere e i loro corrispondenti ricorsi legali sono stati respinti dalle amministrazioni (Ministero del Lavoro e Regione di Madrid), che hanno categoricamente negato l’esistenza di qualsivoglia causa per i licenziamenti. Infine la direzione dell’Ups ha deciso di ritirare il terzo prima che l’amministrazione lo respingesse nuovamente.

Con questi precedenti, e invece di accettare e fare proprie le diverse risoluzioni dell’amministrazione tornando a normalizzare le relazioni lavorative a Vallecas, l’impresa ha la sfacciataggine di applicare, subito dopo aver ritirato il terzo Ere, il cosiddetto “licenziamento oggettivo” (licenziamenti individuali, con indennità di 20 giorni per ogni anno di lavoro) a 18 lavoratori.

E lo fa utilizzando gli stessi argomenti portati avanti da più di 2 anni: “le cause dei licenziamenti sono economiche, organizzative e produttive” - le stesse cause di cui già in 5 occasioni è stata negata l’esistenza! - dando ragione in tutti i casi ai lavoratori in lotta per la difesa del posto e delle condizioni di lavoro.

Oggi, facendo leva sulla Riforma del Lavoro approvata dal governo spagnolo ed entrata in vigore il 18 giugno, cerca di ottenere ciò in cui non è riuscita attraverso gli Ere. Questa nuova riforma ha eliminato molte delle cause di “nullità” per i licenziamenti (il che significa che se il giudice dichiara nullo il licenziamento il reintegro del lavoratore è obbligatorio): per questo l’Ups pretende che i licenziamenti aumentino, benché siano dichiarati “illegittimi”, il che significherebbe che l’impresa sarebbe obbligata a pagare al lavoratore una maggiore indennità (fino a 45 giorni per anno lavorativo) senza però obbligo al reintegro nel posto di lavoro. In tal modo l’Ups avrebbe la strada spianata per applicare lo stesso provvedimento ai restanti lavoratori che oggi sono impiegati nel centro di Vallecas (a tutt’oggi circa 70 a fronte degli oltre 200 di poco più di 2 anni fa).

Ci troviamo da più di 2 anni impegnati in questa lotta in difesa dei posti di lavoro e dei diritti lavorativi. La direzione dell’impresa ha preferito privarci delle mansioni, tenerci praticamente senza fare nulla durante tutto questo tempo, senza interessarsi minimamente del fatto di sprecare denaro, mentre carica di lavoro i compagni di altri centri di lavoro. Tutto il necessario insomma prima di cedere e sedersi con i rappresentanti dei lavoratori ( Comitato d’Impresa ) per risolvere una volta per tutte questa situazione riportando a Vallecas il lavoro di cui ci hanno privato o trattando il trasferimento di tutti i lavoratori al centro di Coslada (Madrid), visto che ciò che in realtà vuole è chiudere Vallecas.

Ciò dimostra quello che abbiamo ripetutamente detto: qui non manca né denaro né lavoro, qui il problema è che si vuole vanificare un modello sindacale che all’impresa risulta di ostacolo per l’applicazione dei suoi piani, che in altro non consistono se non sostituire lavoratori a tempo indeterminato e garantiti con lavoratori sempre più precari, che lavorino di più per salari più bassi e con meno diritti. E perdi più lavoratori sottomessi. Questa è la sua politica per continuare a realizzare sempre più profitti!

L’impresa vuole le mani libere per continuare ad esternalizzare il lavoro, utilizzando lavoratori in appalto invece che direttamente assunti dall’Ups, generalizzando i contratti a tempo parziale, l’uso di agenzie di lavoro interinale, o per potere congelare o direttamente abbassare i salari. In altri termini, vuole le mani libere per continuare a tagliare i diritti dei lavoratori.

Noi, lavoratori dell’Ups Vallecas, ci rivolgiamo a voi tutti per denunciare questa situazione e chiedere la vostra solidarietà e appoggio.

Vi chiediamo di inviare comunicati da tutti i centri di lavoro dell’Ups, dai sindacati e dai rappresentanti dei lavoratori, alla direzione dell’Ups esigendo l’immediato reintegro dei compagni licenziati ed il rispetto del posto di lavoro e dei diritti lavorativi dei lavoratori dell’Ups Vallecas, così come delle altre sedi di lavoro dell’Ups.

Stiamo portando avanti un piano di azione che comprende, fra l’altro, riunioni con lavoratori dell’Ups di altri centri e la nostra partecipazione attiva nella preparazione dello sciopero generale convocato in tutto il paese per il prossimo 29 settembre.

Sperando nel vostro appoggio solidale, vi ringraziamo e vi indichiamo di seguito i nostri indirizzi perché possiate avere tutte le indicazioni necessarie.

Per il reintegro di tutti i compagni licenziati!
Per la difesa dei posti di lavoro!
No alla riforma lavorativa!


Comitato d’Impresa dell’Ups Vallecas Vallecas (Marid), 20 agosto 2010

Comunicati alla Direzione dell’impresa

Per inviare comunicati esigendo il reintegro dei licenziati:

Arancha Fernandez Igoa
Direttrice delle Risorse Umane
afernandeezigoa@ups.com

Luis Arriaga
Direttore Generale dell’Ups Spagna
larriaga@ups.com

Per favore, inviare copia degli scritti al Comitato d’Impresa dell’Ups Vallecas al seguente indirizzo: comiteupsvallekas@yahoo.es

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